La città oggi si presenta suddivisa in due zone ben distinte per caratteri architettonici: il Borgo Vecchio, che, edificato su un promontorio, si protende sul mare come la prua di una nave e la Città Nuova, che si eleva dal livello del mare poco meno di 30 metri.
Il Borgo, lambito dalle acque dell’Adriatico, divide le due spiagge della città: S. Pietro (Rio vivo) ad oriente e S. Antonio ad occidente, denominazione motivata dalla passata esistenza di due chiese, una dedicata al primo Papa e l’altra al popolare Santo francescano.
Le inequivocabili caratteristiche architettoniche della struttura muraria del Borgo, consentono di fissare l’epoca della sua costruzione, al Basso Medio Evo, quando gli abitanti dei luoghi si rifugiarono sul promontorio dal primo Sacco dei Turchi, avvenuto verso il 1567. La zona era facilmente difendibile, aperta com’era sul mare, su un promontorio alto, con un unico accesso alla terraferma, così che diede vita ad un antico villaggio di pescatori.
La prima costruzione fu la Cattedrale che, oltre a testimoniare la presenza di un vescovo e quindi di una diocesi, è anche il fulcro del Borgo, luogo verso il quale confluiscono strade e vie.
La presenza, oltre dell’edificio sacro, anche del Castello, voluto forse da Federico II come torre di vedetta sull’Adriatico (non del tutto diverso nelle funzioni dalle torrette allineate lungo la S.S. 16 a Nord di Termoli) denota un periodo di splendore intorno al XII e XIII sec. d.C.
Il primo sviluppo urbanistico oltre le mura del borgo, ci fu nel 1847 quando Ferdinando II di Borbone, in occasione di una visita a Termoli, (il cui territorio era parte del suo Regno), concesse agli abitanti il permesso di costruire ‘extra moenia’, ovvero verso l’entroterra.
Un secolo dopo, a partire dal Dopoguerra la città ha subito un notevole sviluppo improvviso nell’entroterra, andando di pari passo con lo sviluppo del nucleo industriale intorno agli anni Settanta quando a Termoli furono costruite numerose aziende tra cui la FIAT; di cui ancora oggi il settore industriale rappresenta il fulcro dell’economia della zona.
Ora Termoli si estende su un vasto territorio; è servita da importanti infrastrutture di comunicazione quali la ferrovia (anni Sessanta), l’autostrada (anni Ottanta), il porto, nonché la strada statale Bifernina, principale asse di collegamento con l’entroterra molisano e con la fascia tirrenica.
Negli anni Novanta la città ha proseguito il suo sviluppo verso l’interno con nuovi quartieri nelle zone di Porticone e Difesa Grande.
Pagina aggiornata il 23/08/2024